Un omaggio all'arte poliedrica di Edgardo Mugnoz

 

Mi fa piacere presentare la più recente realizzazione artistica di Edgardo.

Ci ha lavorato quotidianamente per oltre un anno e il risultato è da incanto.

Si tratta di una riproduzione del complesso rivestimento marmoreo della Santa Casa del Santuario di Loreto, che già fu, in giovane età, fonte e stimolo per la sua creatività.

Ho visto nascere l'opera passo passo, ad intervalli quasi regolari, con crescente sorpresa ed ammirazione.

Il modellato è stato realizzato mediante plastilina, con il costante uso di piccoli utensili metallici e l'immancabile lente di ingrandimento, quindi il passaggio allo stampo in gomma e la successiva colata in resina.

Piano piano, con paziente e sapiente assemblaggio delle singole parti, ha preso forma la sua creazione.

L'opera misura 61 cm di larghezza, 100 cm di profondità e 58 cm di altezza.

La cosa di cui sono rimasto particolarmente sorpreso è stato il costante rimando, nella percezione, all'originale in pietra: le sensazioni si sovrapponevano mirabilmente.

 

Luciano Galassi 

( marzo 2012 )
( marzo 2012 )

Alcune immagini del suo "capolavoro"

Facciata della S. Casa
Facciata della S. Casa
Facciata e lato destro
Facciata e lato destro
Lato destro
Lato destro
lato snistro
lato snistro
Retro
Retro
retro e lato destro
retro e lato destro
interno
interno
interno
interno
interno
interno
"Annunciazione" - particolare dalla facciata
"Annunciazione" - particolare dalla facciata

 

Breve notizia sulla Santa Casa

Il rivestimento marmoreo è il capolavoro dell'arte lauretana e sostituisce l’antico muro dei recanatesi - costruito agli inizi del sec. XIV, per proteggere la S. Casa -  ed è stato voluto da Giulio II, che nel 1507 invitò a Loreto Donato Bramante.
Il rivestimento marmoreo è il capolavoro dell'arte lauretana e sostituisce l’antico muro dei recanatesi - costruito agli inizi del sec. XIV, per proteggere la S. Casa - ed è stato voluto da Giulio II, che nel 1507 invitò a Loreto Donato Bramante.
I lavori iniziarono nel 1511, sotto la direzione di Giovan Cristoforo Romano, dopo che il fiorentino Antonio Pellegrini, su incarico e su disegno del Bramante, aveva approvato il modello ligneo su scala.
I lavori iniziarono nel 1511, sotto la direzione di Giovan Cristoforo Romano, dopo che il fiorentino Antonio Pellegrini, su incarico e su disegno del Bramante, aveva approvato il modello ligneo su scala.
Dal 1512 al 1527 diresse l’impresa il Sansovino e, nella fase finale, Antonio da Sangallo il Giovane. In seguito furono collocate nelle nicchie le statue delle Sibille e dei Profeti. L’opera fu conclusa nel 1533
Dal 1512 al 1527 diresse l’impresa il Sansovino e, nella fase finale, Antonio da Sangallo il Giovane. In seguito furono collocate nelle nicchie le statue delle Sibille e dei Profeti. L’opera fu conclusa nel 1533


E poi, dopo l’apprezzata mostra inaugurale tenutasi a Loreto  [ 5/11 giugno 2012 ] e la prestigiosa mostra di Buenos Aires, presso il Museo Nacional de Arte Decorativo” [dal 7 luglio al 30 settembre 2012]  lo "Scrigno del Sì" è stato esposto, fino al 30 aprile 2013, presso il Museo del Tesoro della Basilica di S. Pietro in Vaticano, a Roma.

E ora lo “Scrigno”  torna  "a casa”…

 

 

Il 14 agosto 2013 è stato infatti esposto all’interno del Santuario laureano, presso la Cappella Tedesca ("all'ombra" dell'originale... ).

Avendo Mugnoz deciso di donare lo "Scrigno del Sì" al Santuario di Loreto,  il Santuario sarà la sua destinazione definitiva.

La commozione e la gioia di Edgardo hanno accompagnato questo sentito momento partecipato.

 

Credo che il lavoro di Edgardo Mugnoz sia anche un messaggio di speranza, una incisione di speranza, un testimoniare la grandezza umana, in un mondo sempre più arido e indifferente.

Qualcosa che assume corpo, che prende corpo e sostanza, e che ci offre la possibilità di amplificarlo, di aggiungere corpo e sostanza, di metterci anche il nostro pezzetto.

Ed è la voce di chi non si è arreso, che non ha accettato di diventare "muto", “annullandosi” nel gioco delle carte o nelle bocce, come invece è per tanti anziani, diventati simili a "spazzatura", nei circoli per gli anziani, "ghetto" riservato solo ai soci.

Edgardo ha scelto di essere nel mondo, in mezzo a tutti noi, diventando messaggero di una dimensione essenziale per sentirsi vivi e veri, pulsanti di passione e di gioia.

Creare, dare forma e vita, là dove non c'erano né forma né vita.

E ricordarci che siamo anche portatori di vita, luce e bellezza, e che questo fa bene al cuore, tanto bene.

Lui ha acceso la sua fiammella, si è fatto fiammella, a cui anche noi attingiamo per accendere la nostra, con riconoscenza.

Ci raccogliamo attorno all’umile focolare della Bellezza, senza effetti speciali.

Così ci si accorge di quanto quella fiammella sia fragile e preziosa, così come le nostre vite.

E anche di queste parole occorre essere grati.  Ne è lui l'artefice, l'ispiratore.

E se le parole sono capaci di toccarci, fino alle lacrime, sono parole benedette, le più sacre, le più sante.

Già, la santità …

Non pensiamo mai di essere al mondo per edificare santità. Tutto, meno quella.

Ci è stata rubata la santità.

Eppure è lì, scorre nel nostro sangue, e non si rassegna.

Qualcosa dentro di noi aspira a quello, a niente di meno.

 

Luciano Galassi

 

(Giovedì 5 luglio 2012)

  >>>   Per conoscere Edgardo Mugnoz

VEDI    > su Facebook     > su Jimdo 

Sculore-modellista,  pittoire, musicista
Sculore-modellista, pittoire, musicista
"Apparizione della Madonna a Santina",   presso il Santuario della Madonna  dell'Ambro
"Apparizione della Madonna a Santina", presso il Santuario della Madonna dell'Ambro
"La Musica", altra vitale passione ...
"La Musica", altra vitale passione ...

 

Per chi avesse qualche dubbio sulle capacità artistiche del Maestro Edgardo, ecco uno splendido ed espressivo busto di Giacomo Leopardi, da cui traspare tutta la finezza della sua manualità, maturata in lunghi anni di operosità, quale modellista e scultore.

Complimenti Maestro !

(settembre 2014)

Busto di Giacomo Leopardi, di Edgardo Mugnoz
Busto di Giacomo Leopardi, di Edgardo Mugnoz


Il 2014 si chiude (forse) con il busto di un grande della lirica: Beniamino Gigli (forse più dolce del reale).

Un'impresa non facile e finora tentata con scarso successo da altri scultori ...

 

Busto di Beniamino Gigli, di Edgardo Mugnoz (dicembre 2014)
Busto di Beniamino Gigli, di Edgardo Mugnoz (dicembre 2014)
Busto di Beniamino Gigli, di Edgardo Mugnoz (aprile 2015)
Busto di Beniamino Gigli, di Edgardo Mugnoz (aprile 2015)