"OSSERVATORIO DAL FUTURO"


 (in un breve racconto, la speranza di un mondo senza più guerre)

 

“ La guerra e' dappertutto, Marcondiro' ndera,
la terra e' tutta un lutto, chi la consolera' ?
Ci penseran gli uomini, le bestie ed i fiori,
i boschi e le stagioni con i mille colori “  
(da “Girotondo “ di Fabrizio De Andrè )

 


Tanti e tanti secoli fa’, circa nel 2001, sul pianeta Terra gli uomini erano ancora ad uno stadio di cruda barbarie.
Anziché vivere come fratelli, aiutandosi e condividendo le risorse, avevano sviluppato rancori, interessi, divisioni.
Era grande la smania di poteri, di privilegi e la loro creatività era servita a inventare armi sempre più sofisticate, capaci di uccidere, mutilare, di distruggere il pianeta.
Credevano che il denaro valesse più di un sorriso, di una carezza.
Dicevano di essere credenti ma il loro era uno strano dio, che usavano a modo loro.
Erano prigionieri dell’egoismo e di una brama di possesso che si illudevano potesse riempire la loro scontentezza.
Si temette veramente per il futuro di quell’unico, meraviglioso pianeta.
Furono i bambini a far aprire loro gli occhi, furono i fiori, le farfalle, le rondini, furono i tramonti radiosi e i torrenti dalla voce cristallina.
Decisero di distruggere tutte le armi: erano stanchi di olocausti, di guerre, di morti, di bambini devastati dalle mine, di gente senza niente da mangiare, di sentirsi angosciati per il futuro.
Le donne si rifiutarono di portare diamanti, che erano, troppo spesso, carichi di sofferenza e di sangue.
Cominciarono a pensare che la sofferenza di un altro essere umano, di un animale, di una pianta li riguardasse personalmente.
E i giovani tornarono a portare per le strade i loro sorrisi di speranza, anziché giocare a fare i cretini nel castello trasparente del “grande fratello”.
 Lentamente il sole riprese ad illuminare un mondo più sereno, più felice e tutto tornò, finalmente, ad essere Sacro e prezioso.

Luciano Galassi